Qualcosa sulla MASTURBAZIONE?

Sono cresciuto in una famiglia cattolica di una comunità conservatrice. Quindi in un contesto sociale dove la parola “masturbazione” appartiene al vocabolario rosso, quello dei temi proibiti. Secondo la religione la masturbazione era peccato; non so se ora è diverso, ma quando andavo dal prete a confessarmi dicevo che avevo commesso “atti impuri”. Per gli amici a scuola la masturbazione era per gli sfigati: “ti fai ancora le seghe!”, “mezza sega”, “segaiolo” erano i comuni modi di esprimerlo.

Ho scoperto il piacere di toccarmi i genitali all’età di 12 anni. Ricordo il momento che ho sentito il primo spasmo orgasmico: non sapendo cosa fosse, mi sono spaventato! Quando poi ho scoperto che il mio toccare era quello che si dice masturbarsi ho cominciato a sentirmi in colpa. Non ho smesso di toccarmi perché non potevo: lo stimolo era troppo forte; in secondo luogo, perché mi piaceva e mi rilassava, mi faceva sentire bene. Di fatto non ho smesso, però ho cominciato a sentire colpa e vergogna.

Crescendo pensavo che stare insieme a una ragazza e avere con lei una intimità sessuale mi avrebbe fatto cambiare abitudini. Invece ogni tanto mi piaceva ancora fare “da solo”, aggiungendo ulteriori sensi di colpa e di inadeguatezza.

Oggi, grazie a una formazione in Sexological Bodywork, scopro che darsi piacere da soli è invece un importante processo di scoperta di noi stessi; sentiamo il nostro corpo e quello che ci piace; ci diamo amore; stimoliamo il cervello ed emettiamo ossitocina.

E poi: se non sappiamo dare piacere a noi stessi, come pensiamo di poter dare piacere agli altri? Se non siamo consapevoli di come e dove ci piace essere toccati, come possiamo dirlo al nostro partner? Se non sperimentiamo da soli i vari livelli di orgasmo che possiamo raggiungere, come possiamo sperare di farlo con qualcun altro?

Ecco che l’esperienza della masturbazione non è più “smanettarsi” o “sgrillettarsi” per arrivare il prima possibile ad un orgasmo. E’ darsi un tempo per connettersi con il corpo, consapevoli esplorarsi, conoscersi, darsi attenzioni, assaporare il piacere erotico  e rimanere il più a lungo possibile in stati di piacevole sentire.

Ecco alcuni suggerimenti per migliorare l’esperienza:

  • Scegli un ambiente confortevole. Anche una semplice candela può dare un tocco a questa esperienza speciale
  • Rilassa il corpo, la schiena, il collo; muoviti, danza, fai allungamenti, yoga, qualsiasi cosa ti piaccia per rilassarti
  • Accarezza ed esplora tutto il tuo corpo, non solo i genitali
  • Usa differenti modi di toccare e accarezzare, pressione e velocità. Cerca di non ripetere le modalità che usi di solito. Usare un olio può aiutare.
  • Porta l’attenzione a quello che sta succedendo dentro il tuo corpo. Stai con le tue sensazioni. Quando ti distrai pensando qualcosa non attinente a quello che fai, ritorna alle sensazioni del corpo
  • Respira profondamente e pienamente, svuotando i polmoni di tutta l’aria e riempiendo l’addome. Il respiro profondo è fondamentale per aprire il corpo alle sensazioni ed espandere il piacere. Rimani consapevole della tua respirazione e non trattenerla
  • Lascia che il corpo si muova e mantienilo rilassato
  • Sperimenta il tocco di una mano sui genitali e l’altra in una differente parte del corpo (ad esempio il cuore)
  • Ogni tanto fermati per 5 minuti ad assaporare quello che senti
  • Resta pienamente consapevole e rilassato nel momento dell’orgasmo
  • Riposa, senti, assapora

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